Angelo Panebianco ospite dell’Associazione Amici del Liceo

Nella serata di venerdì 12 luglio, Palazzo Verbania, dopo Massimo Cacciari,  ha ospitato un altro illustre esponente del panorama socio culturale italiano.  Angelo Panebianco, politologo, docente di Scienza Politica all’Università di Bologna ed editorialista del Corriere della Sera, ha presentato il suo ultimo libro “Persone e mondi – Azioni individuali e ordine internazionale”.  L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Amici del Liceo che, ancora una volta, come sottolineato dal Sindaco Andrea Pellicini, ha dimostrato di essere un faro nel promuovere  attività culturali a beneficio della collettività. Dopo l’introduzione di Nunzio Mancuso, Presidente dell’Associazione, Alessandro Franzetti, dottore di ricerca in Diritto e Scienze Umane e consigliere dell’associazione medesima, ha puntualmente intervistato  il professor Panebianco sui contenuti del volume.  “Persone e mondi” è un trattato di scienza politica che esordisce con la citazione di Raymond Aron “Gli esseri umani fanno la storia anche se non sanno quale storia”. Angelo Panebianco ritiene infatti che siano le azioni individuali, motivate da emozioni, desideri e calcoli, a condizionare le relazioni nazionali e internazionali.  Per spiegare un fenomeno macro, come una guerra, una rivoluzione,  la nascita di uno Stato, bisogna ricostruire il processo che lo ha prodotto a partire dagli individui, dalle loro interazioni e dai reticoli sociali informali. Nel sottolineare l’importanza delle istituzioni nello stabilizzare i rapporti sociali con norme che riducono l’incertezza, il politologo ha evidenziato come queste ultime derivino spesso da  regole consuetudinarie nate dalle interazioni tra i singoli. I rapporti tra le persone producono cambiamenti e le istituzioni cambiano soprattutto quando sono minacciate nella loro sopravvivenza. I rapporti politici sono contraddistinti da margini di ambiguità. Infatti alla politica l’uomo chiede protezione, ma nello stesso tempo la politica potrebbe esercitare violenza nei suoi confronti. Il professor Panebianco ha  affrontato anche il tema di democrazia e pace democratica. Gli Stati democratici consolidati non fanno la guerra tra loro, la democrazia produce pace, ma è altresì vero il contrario: la pace produce democrazia, poiché in un contesto pacifico non è più necessaria la concentrazione del potere. Non va però dimenticato quanto sia difficile fondare una democrazia.  Così come vanno ricordate le contraddizioni della democrazia che si manifestano nella sottrazione di una serie di materie alla volontà popolare.  In sintesi quindi l’ordine internazionale nasce dalle azioni degli individui,  a sua volta l’ordine internazionale protegge le persone attraverso  le proprie istituzioni, in un contesto  complesso e spesso fragile.

Il numeroso pubblico presente ha ascoltato con estrema attenzione la lectio magistralis del professor Panebianco. Al termine si è svolto un  dibattito con interventi e osservazioni, che hanno ulteriormente chiarito le relazioni tra il micro e il macro e le reciproche interconnessioni.

Cristina Nalbandian