“Aver cura dell’uomo”: Alberta Basaglia al Liceo “Sereni”

“Nessuno ci ha mai lasciato di là perché non erano cose da bambini … I loro discorsi erano anche i nostri. Queste diverse presenze erano il mio quotidiano. Questa è stata per me la rivoluzione più normale del mondo.” Credo che queste parole, tratte dal libro “Le nuvole di Picasso”, siano l’eloquente sintesi dell’intervento di Alberta Basaglia al Liceo “Sereni” di Luino, nella serata di giovedì 23 maggio. Affiancata dalla giornalista Giulietta Raccanelli,  ha ricordato la figura del padre Franco Basaglia, il noto psichiatra che negli anni sessanta, come Direttore dell’ospedale psichiatrico di Gorizia, avviò l’esperienza dell’apertura del manicomio, nella ferma convinzione che occorresse intraprendere un cammino di cura del disagio psichico che non fosse di tipo repressivo ma di integrazione. Alberta osservò “dal basso verso l’alto”, con i suoi occhi di bambina, lo straordinario lavoro svolto dal padre che, quasi ogni sera nella propria abitazione, discorreva con la moglie e i suoi collaboratori dei “matti”, delle privazioni e delle umiliazioni a cui erano sottoposti all’interno dei manicomi, della necessità di liberarli da tali condizioni reinserendoli nel mondo e riconoscendo loro la dignità propria di ogni essere umano. Ebbe modo anche di conoscere  alcuni dei pazienti liberati, come Carletto, che puliva i vetri delle auto all’esterno dell’ospedale: riacquistate le calze e le scarpe, riuscì poi ad avere anche le tanto sospirate pipa e cravatta. Con la Legge 180 del 1978, nota appunto come “Legge Basaglia” e definita da Alberta  una legge di riconciliazione sociale, venne disposta la chiusura di tutti i manicomi italiani e iniziarono a essere create strutture sul territorio per supportare i malati mentali, servizi gestiti dalle Regioni e che ancora oggi purtroppo non ovunque funzionano al meglio e allo stesso modo.  L’esperienza familiare vissuta da Alberta l’ha portata a non avere mai dubbi su cosa fare da grande: conseguita la laurea in psicologia, con una tesi sulle storie dei bambini ricoverati nell’arco di cento anni nel manicomio di Venezia, si occuperà per tutta la vita di supportare persone in difficoltà, soprattutto bambini e donne vittime di violenza. Numerose le studentesse del Liceo delle Scienze Umane presenti all’incontro: non solo hanno posto domande, ma sono anche intervenute a relazionare sull’Itinerario Basagliano, percorso didattico effettuato dalle loro classi durante una visita d’istruzione al Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, dimostrando un estremo coinvolgimento nei confronti delle tematiche affrontate. I

Insieme a Giulietta Raccanelli, Alberta Basaglia, otre a “Le nuvole di Picasso”, ha scritto anche “I rintocchi della Marangona”, un insolito romanzo  dove  due  ragazzine appartenenti a epoche storiche diverse (Nina è contemporanea, mentre Mirtilla proviene dalla seconda metà del cinquecento) si incontrano e parlano.    Protagonista indiscussa del testo è Venezia: bellissima ma ferita.

Maria Luisa Patrizi, Dirigente Scolastico del Liceo, nel ringraziare le relatrici e il prof. Roberto Sala, docente di Scienze Umane organizzatore della conferenza, ha ricordato come sia fondamentale non dare mai per scontati i diritti conquistati grazie al coraggio e alla determinazione degli uomini che ci hanno preceduti.

Cristina Nalbandian

Nella foto da sinistra: Roberto Sala, Alberta Basaglia, Giulietta Raccanelli