Il vaccino non è un’opinione

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Con il titolo dell’opera del pittore Francisco Goya “Il sonno della ragione genera mostri”, il prof. Filippo Canducci, docente di microbiologia  presso l’Università dell’Insubria, insieme alla dott.ssa Maria Addolorata Molinaro, dirigente medico responsabile del centro vaccinale del distretto di Luino, ha aperto l’incontro sul tema dei vaccini, svoltosi venerdì  17 novembre presso la Biblioteca Civica di Luino. La serata, organizzata dall’Associazione Amici del Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” di Luino, nell’ambito della rassegna “I Venerdì della Scienza”, è stata brillantemente moderata da Agostino Nicolò,  direttore di “LuinoNotizie”.

Il prof. Canducci ha illustrato le origini e le caratteristiche dei vaccini. In Cina, già nel IX secolo, iniziò ad essere praticata la  “variolazione”: materiale prelevato dalle pustole causate dal vaiolo veniva strofinato su un piccolo taglio appositamente fatto sulla pelle di soggetti sani. Tale rischiosa procedura  si rivelò efficace nel contenere la diffusione della malattia, e partendo dalla stessa il medico inglese Edward Jenner diede vita nel 1796 alla tecnica della vaccinazione: innestò nel braccio di un bambino  una piccola quantità di materiale purulento prelevato dalle ferite di una donna malata di “vaiuolo vaccino”, la forma di vaiolo che colpiva i bovini e, in forma cutanea lieve, anche gli uomini. Il bambino non ebbe nessun disturbo e in seguito Jenner dimostrò che il piccolo era diventato immune alla forma umana del vaiolo. Ogni vaccino genera due effetti:  una risposta immunologica protettiva senza causare le complicanze della malattia, e la “herd immunity” (immunità del gregge), ovvero la  vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche gli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità o che non possono sottoporsi alla vaccinazione per patologie controindicate.

Al  crescere del  numero delle persone vaccinate, è possibile debellare le malattie, così come avvenuto in passato con il vaiolo, più recentemente con la poliomelite. La dilagante campagna contro le vaccinazioni è frutto di semplici opinioni, non avvallate da alcun metodo scientifico. Paradossalmente i vaccini sono vittime del loro stesso successo: avendo debellato malattie in passato mortali, hanno portato sempre più persone a sostenere la non necessità di vaccinarsi. Non esistono lavori scientifici che dimostrino la fondatezza di “notizie” che circolano, soprattutto nel web, quali quelle secondo le quali i vaccini causerebbero tumori, malattie autoimmuni, autismo, omosessualità. Trattasi di bufale che nella rete trovano il terreno ideale per proliferare, alla pari di quelle che sostengono che la terra sia piatta oppure  che la luna, i Beatles e il Molise non esistono, solo per fare alcuni esempi: chiara dimostrazione di quanto l’assenza di ragione produca disinformazione. Non dovrebbero mai essere dimenticate le ondate epidemiche che hanno colpito gli uomini nel corso della storia.

La dott.ssa Maria Addolorata Molinaro ha illustrato il piano nazionale prevenzione vaccini, alla luce  delle recenti modifiche introdotte dalla Legge n. 119 del 31.07.2017. Il piano mira a tutelare la salute pubblica con le seguenti priorità: mantenere uno stato di polio-free, debellare morbillo e rosolia, promuovere la cultura delle vaccinazioni, offrire servizi gratuiti alla popolazione con un’attenzione mirata ad ogni singolo paziente. Ci sono infatti vaccini adatti alle diverse fasi della vita, legate sia all’età sia  a situazioni particolari in cui può trovarsi l’individuo (per esempio gravidanza, malattie croniche, viaggi). La dott.ssa Molinaro si è soffermata su caratteristiche e sintomi di tutte le malattie per le quali sono previste vaccinazioni obbligatorie (anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b -obbligatorie in via permanente; anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella – obbligatorietà soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici) e facoltative,  ma fortemente raccomandate (contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus).  Su sollecitazione del pubblico presente sono stati chiariti alcuni dubbi: nell’eventualità in cui già sia stata contratta la malattia, i vaccini non sono controindicati, anzi rafforzano la risposta immunitaria; ci sono limitati casi in cui i vaccini risultano essere inefficaci; il vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse) dovrebbe essere ripetuto ogni dieci anni; è consigliabile sottoporre gli adolescenti al vaccino quadrivalente che protegge contro quattro ceppi di meningococco (A, C, Y, W135) e al vaccino contro il Papillomavirus umano (HPV). Il virus dell’influenza, che colpisce dal cinque al dieci per cento della popolazione mondiale, è soggetto a continui cambiamenti; poiché i tempi di preparazione del vaccino antinfluenzale  sono particolarmente lunghi, lo stesso è il frutto della raccolta dati effettuata, alla fine della stagione invernale, dall’Organizzazione mondiale per la sanità, in base alla pluralità di virus isolati. Nel nostro territorio la percentuale delle persone vaccinate contro le varie malattie infettive è particolarmente alta, superiore a quella  della Regione Lombardia.

Alla serata era presente il Sindaco di Luino, Andrea Pellicini, che ha ringraziato l’Associazione Amici del Liceo, rappresentata dal Presidente Nunzio Mancuso e dal Vicepresidente Alessandro Franzetti, per l’impegno profuso nell’organizzazione di significativi eventi culturali sul  territorio.

Ritengo che i  messaggi salienti trasmessi dall’incontro siano due:  vaccinarsi rappresenta un bene sia per il singolo individuo sia per la collettività; quando la posta  in gioco è la salute pubblica è irrazionale e pericoloso prestare fede a opinioni non suffragate da alcun metodo scientifico.

 

Cristina Nalbandian